I software applicativi sono programmi che consentono alle persone di svolgere attività ed azioni ben specifiche. Vediamo in dettaglio di cosa si tratta.

Digitalizzazione

La trasformazione digitale sta portando al sempre più diffuso utilizzo in tutti gli ambienti in cui è prevista l’interazione tra un dispositivo informatico e un utente che lo utilizza per risolvere una precisa esigenza funzionale.

Fino a pochi anni fa i software consentivano di svolgere soltanto alcune funzioni di base, come la videoscrittura e i fogli di calcolo, oggi troviamo applicativi che ci consentono di fare qualsiasi cosa, in locale, su internet, in qualsiasi luogo, grazie ai personal computer e alla capillare diffusione dei dispositivi mobili.

Il concetto di software definisce un contesto molto ampio, che parte dalla più semplice app per smartphone, ingegnerizzabile nel giro di poche ore, fino al complesso ecosistema applicativo di una grande azienda, fatto di svariati moduli tra loro interconnessi, capace di richiedere centinaia, se non migliaia di ore di sviluppo e di aggiornamento.

Vediamo dunque cosa si intende per software applicativi, quali sono le sostanziali differenze rispetto a un software di base e quali sono le principali tipologie di software attualmente al centro del business legato allo sviluppo.

Per cogliere in maniera semplice e immediata il significato e l’essenza di un software applicativo è utile definire la sua differenza rispetto al software di base.

Software applicativi e software di base

Il software di base (o software di sistema) gestisce le risorse hardware e interfaccia i dispositivi informatici con l’utente finale.

È il caso dei sistemi operativi, che operano a basso livello, a stretto contatto con la macchina, per rendere disponibili tutte le sue funzionalità, in modo che l’utente possa avviare il sistema e ritrovarlo immediatamente operativo per eseguire le sue applicazioni.

Tra i principali sistemi operativi Microsoft Windows, Linux o MacOS per personal computer, piuttosto che di iOS o Android per i sistemi mobile.

Anche i driver possono essere classificati tra i software di base , dato   che consentono al sistema operativo di dialogare con le periferiche di sistema, oltre a compilatori, interpreti e librerie, indispensabili per sviluppare ed eseguire i software applicativi.

Il software applicativo (o applicazione) è un programma che consente di risolvere una o più esigenze specifiche da parte dell’utente finale. Sono sviluppati per essere eseguiti su piattaforme specifiche, grazie alla presenza di un sistema operativo (software di base). In altri termini si può quindi affermare che il software di base consente il funzionamento e l’efficacia dei software applicativi.

Nella loro accezione tradizionale, si faceva riferimento ai software per i personal computer, ma negli ultimi anni il floridissimo mercato dei sistemi mobile ha introdotto un nuovo formato, quello delle app, disponibili presso i marketplace ufficiali dei principali ecosistemi.

Software applicativo, che tipi?

In base alla tipologia di utilizzo per il quale il software è sviluppato, si sente spesso parlare di applicativo orizzontale, verticale, piuttosto che personalizzato. Quali sono le principali differenze?

Orizzontale

Sono una tipologia di software che nascono nella concezione più trasversale del termine, risolvono esigenze di natura comune e diffusa nelle operazioni di base: la posta elettronica, le applicazioni per la produttività da ufficio, le presentazioni, le videoconferenze, oltre a tutti i software in ambito grafica e multimedia per l’utilizzo generalista: videogiochi, fotoritocco, grafica editoriale, elaborazione immagini, grafica vettoriale, editing video, effetti visivi, editing sonoro, ecc.

Verticale

Se il software orizzontale consente una gamma di funzioni vasta e generalista, il software verticale ha il suo focus su un’esigenza specifica o verso un ambito di applicazioni che tendono a imporre determinati standard di utilizzo.

Tra i software applicativi verticali più diffusi, i CAD-BIM per l’architettura e l’ingegneria, i software di calcolo strutturali, gli elaboratori di computi metrici estimativi, i software 3D per il design piuttosto che i CAD-CAM per l’industria meccanica o l’automotive. In ambito aziendale ritroviamo i gestionali verticali, piuttosto che i software di gestione amministrativa.

Personalizzato

I software verticali commerciali assolvono un’ampia gamma di esigenze, di solito rispondenti agli standard del settore di applicazione stesso. Spesso però esiste il caso in cui un’azienda abbia esigenze specifiche, che risultano oltremodo complesse da risolvere con l’adozione delle soluzioni commerciali.

Ciò accade a tutti i livelli, dai gestionali fino ai configuratori di prodotto per i brand attivi nell’e-commerce.

Per assolvere alle specifiche esigenze l’azienda incarica, internamente o in outsourcing, lo sviluppo di un’applicazione dedicata.

In base agli ambiti applicativi, è invece possibile suddividere i software applicativi nelle seguenti categorie:

  • Software Desktop: legato alla produttività e in particolare alla office automation, per cui videoscrittura/elaborazione di testi, fogli di calcolo, grafica, fotoritocco, audio, video, gestione mail, agenda, messaggistica ecc.
  • Software Enterprise: rispetto alla categoria desktop, identifica quei software che hanno un riferimento esclusivo all’esigenza aziendale. Il caso più evidente è dato dai gestionali come CRM ERP, piuttosto che dagli applicativi di project management. Negli ultimi anni questa categoria di software sta trovando una notevole diffusione anche in Cloud, grazie alla scalabilità dei modelli a servizio (es. SaaS).

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